Centrale di Calusia: il terzo salto idroelettrico della Sila
Dopo Orichella e Timpagrande, il viaggio produttivo dell’acqua raggiunge Calusia. Nel territorio di Caccuri si trova l’ultimo grande salto dell’asta idroelettrica della Sila, nato nella prima stagione degli impianti e profondamente trasformato nel corso del Novecento.
L’ultimo grande salto dell’asta Sila
Il sistema idroelettrico della Sila è costruito attorno a un principio semplice: utilizzare progressivamente l’acqua mentre dalla montagna scende verso quote sempre più basse.
Dopo il primo salto di Orichella e il secondo di Timpagrande, il percorso raggiunge Calusia, nel territorio comunale di Caccuri.
Qui l’acqua affronta il terzo e ultimo grande salto della catena produttiva. Le acque provenienti dal sistema posto a monte vengono raccolte e integrate anche con ulteriori apporti del bacino del Neto prima di essere utilizzate nuovamente per produrre energia.
Calusia rappresenta quindi la conclusione energetica di un viaggio iniziato molto più in alto, nei grandi serbatoi dell’Arvo e dell’Ampollino.
L’anno indicato dalle fonti per l’entrata in esercizio della centrale di Calusia.
Calusia conclude la successione produttiva dopo Orichella e Timpagrande.
La potenza installata oggi indicata da A2A per la centrale di Calusia.
Come Orichella, anche Calusia non ricade amministrativamente nel comune di Cotronei. La centrale si trova nel territorio di Caccuri, in provincia di Crotone.
Il suo legame con Cotronei è però diretto: Calusia costituisce il salto immediatamente successivo a Timpagrande all’interno della stessa asta idroelettrica.
È quindi indispensabile raccontarla per comprendere dove prosegue l’acqua dopo aver prodotto energia nella centrale di Cotronei.
Prima di Calusia: Orichella e Timpagrande
Calusia non funziona come un impianto isolato. È il punto finale di una successione di centrali collegate dalla gestione delle stesse grandi risorse idriche silane.
Orichella
Le acque regolate dai grandi serbatoi silani affrontano il primo importante salto produttivo.
Timpagrande
Nel territorio di Cotronei l’acqua viene utilizzata una seconda volta sfruttando un nuovo grande dislivello.
Calusia
Più a valle l’acqua raggiunge l’ultimo grande salto dell’asta prima della restituzione al sistema del Neto.
1931: Calusia completa l’asta idroelettrica
La costruzione di Calusia appartiene alla fase conclusiva della prima grande stagione degli impianti idroelettrici silani.
Dopo la realizzazione dell’Ampollino, di Timpagrande, di Orichella e delle opere collegate al serbatoio dell’Arvo, il sistema viene progressivamente completato verso valle.
Nel 1931 entra in esercizio la centrale di Calusia, destinata a sfruttare il terzo salto dell’asta.
Le fotografie e i disegni tecnici conservati nelle pubblicazioni dell’epoca documentano la centrale, la sala macchine, le condotte, le opere di espansione e il canale di scarico.
Dentro la prima centrale di Calusia
La documentazione tecnica degli anni Trenta permette di osservare non soltanto l’edificio esterno, ma anche l’organizzazione interna e le principali opere che rendevano possibile la produzione.
La condotta forzata
Prima di raggiungere la centrale, l’acqua viene convogliata verso valle attraverso le opere di derivazione e la condotta forzata.
La sala macchine
Le fotografie storiche mostrano l’interno della sala macchine con i gruppi destinati a trasformare la forza dell’acqua in elettricità.
Il canale di scarico
Dopo il passaggio attraverso le turbine, l’acqua lascia la centrale attraverso le opere di restituzione e torna verso il sistema fluviale.
L’acqua arriva a Calusia dopo essere già stata utilizzata
Una delle caratteristiche più affascinanti dell’asta Sila è proprio la capacità di utilizzare più volte la stessa risorsa idrica.
Le acque che raggiungono Calusia provengono dal sistema posto a monte e comprendono quelle restituite dalla centrale di Timpagrande.
Durante il percorso possono essere raccolti anche ulteriori deflussi provenienti dal bacino del Neto, aumentando la quantità d’acqua disponibile per il terzo salto.
Calusia rappresenta quindi il punto nel quale confluiscono le diverse fasi di un viaggio iniziato molti chilometri e centinaia di metri più in alto.
Un dislivello di circa 145 metri
Rispetto a Orichella e Timpagrande, Calusia utilizza un salto meno elevato, ma rimane un passaggio fondamentale perché completa la catena produttiva.
Il valore indicato dall’attuale gestore A2A per la centrale.
La potenza installata attualmente indicata per l’impianto di Calusia.
Le turbine installate nell’attuale configurazione secondo i dati A2A.
Calusia e il potenziamento dell’asta Sila
Anche il terzo salto viene coinvolto nella grande trasformazione che interessa gli impianti silani nella seconda metà del Novecento.
La ristrutturazione di Orichella e Timpagrande aumenta la quantità d’acqua utilizzabile nei primi due salti e rende necessario adeguare anche il tratto finale dell’asta.
Calusia viene quindi rinnovata e potenziata nel quadro dello stesso programma, con nuove apparecchiature e interventi destinati ad adeguare il terzo salto alla nuova configurazione del sistema.
A2A riassume questa fase indicando che l’intera asta Sila, costruita tra il 1922 e il 1931, venne potenziata negli anni Ottanta.
Le tappe principali di Calusia
La storia della centrale segue l’evoluzione dell’intera asta idroelettrica della Sila: nascita, lunga fase di esercizio e successiva modernizzazione.
Si completa il terzo salto
Durante gli ultimi anni della prima grande stagione degli impianti silani vengono completate le opere necessarie al funzionamento del salto di Calusia.
Calusia completa l’asta Sila
La centrale entra in esercizio e diventa il terzo grande impianto della successione Orichella – Timpagrande – Calusia.
Gli impianti vengono documentati e raccontati
Fotografie, disegni tecnici e documentazione dell’epoca mostrano ormai un sistema articolato di serbatoi, derivazioni e tre grandi centrali collegate tra loro.
L’intera asta viene ripensata
I grandi lavori di ristrutturazione di Orichella e Timpagrande modificano portate e funzionamento del sistema, coinvolgendo anche Calusia.
Calusia entra nella nuova configurazione
Il terzo salto viene adeguato al nuovo assetto dell’asta Sila attraverso interventi di rinnovamento e potenziamento.
Calusia continua a chiudere l’asta Sila
La centrale è ancora parte del nucleo idroelettrico calabrese e continua a rappresentare il terzo salto dopo Orichella e Timpagrande.
Calusia, Caccuri e il territorio del Neto
Come Timpagrande per Cotronei, anche Calusia ha rappresentato per il territorio circostante molto più di una semplice infrastruttura energetica.
Un’infrastruttura nella valle
Centrale, condotte, opere idrauliche e stazione elettrica hanno modificato permanentemente il rapporto tra paesaggio e acqua.
Una stagione di occupazione
Costruzione e successivi lavori di potenziamento hanno coinvolto maestranze provenienti anche dai centri vicini, compresi Cotronei e Caccuri.
Dalla Sila verso la rete
L’ultimo salto permette di ricavare ancora energia dall’acqua prima della sua restituzione al sistema del Neto.
Calusia oggi
La centrale continua a far parte dell’asta Sila gestita da A2A insieme a Orichella e Timpagrande.
L’attuale gestore indica per Calusia una potenza installata di 50,7 MWe e un salto medio effettivo di 144,61 metri.
L’impianto utilizza due turbine Francis, tecnologia adatta alle caratteristiche del salto e delle portate disponibili.
A quasi un secolo dalla nascita della prima centrale, Calusia continua quindi a svolgere la funzione per cui era stata concepita: completare il viaggio produttivo dell’acqua lungo l’asta della Sila.
Le pubblicazioni storiche e quelle relative alla ristrutturazione riportano potenze, portate e caratteristiche riferite alle diverse configurazioni assunte dalla centrale nel tempo.
Per evitare di confondere valori storici e contemporanei, i dati indicati come attuali in questa pagina sono quelli pubblicati dall’attuale gestore A2A.
Fonti e approfondimenti
- Mario Mortara, Angelo Steiner – Gli impianti idroelettrici della Sila, Milano, 1933. Pubblicazione tecnica storica con fotografie, planimetrie, sezioni e descrizioni della centrale del terzo salto, della sala macchine, della condotta e delle opere di scarico.
- Enrico Barone – Utilizzazione promiscua delle acque dei bacini silani del versante Jonico catanzarese , ENEL – Rassegna Tecnica di problemi dell’energia elettrica, 1983–1984. Fonte tecnica per comprendere il ruolo di Calusia nella nuova configurazione dell’asta Sila e il rapporto con Orichella e Timpagrande.
- A2A – Nucleo impianti idroelettrici Calabria – Dati attuali sull’asta Sila e sulla centrale di Calusia: ubicazione, potenza, salto e turbine installate.
- ISPRA – Centrale di Calusia – Scheda istituzionale del sito produttivo situato nel comune di Caccuri.
- Archivio Storico Enel – Centrale Calusia – Fotografia panoramica storica della centrale conservata nel Fondo antico della Società Meridionale di Elettricità.
- Archivio Storico Enel – Pozzo piezometrico di Calusia – Documentazione fotografica del 1998 relativa alle opere dell’impianto.
- Il Nuovo Corriere della Sila – Visita alla centrale di Calusia – Ricostruzione locale dell’entrata in esercizio nel 1931 e del successivo potenziamento negli anni Ottanta.
La ricostruzione distingue la centrale storica, documentata nelle pubblicazioni degli anni Trenta, dal successivo impianto rinnovato e potenziato. Per i dati contemporanei vengono utilizzate le informazioni pubblicate dall’attuale gestore A2A.
Prima di Calusia
Hai fotografie o ricordi legati a Calusia?
Cerchiamo immagini della centrale, dei cantieri, delle condotte, dei lavoratori e degli interventi realizzati durante il potenziamento dell’impianto.
Le testimonianze delle famiglie di Caccuri, Cotronei e dei centri vicini possono aiutarci a raccontare anche la dimensione umana di questa storia.