I lavoratori dell’idroelettrico: storia e memoria a Cotronei
Dietro dighe, gallerie, condotte e centrali ci sono migliaia di persone. Nei decenni dell’idroelettrico Cotronei non fu soltanto un paese dal quale partire: divenne anche un luogo nel quale arrivare per lavorare, vivere e costruire una nuova comunità.
Una storia costruita dalle persone
La storia dell’idroelettrico può essere raccontata attraverso megawatt, metri cubi d’acqua, dighe, turbine e chilometri di gallerie. Ma sarebbe soltanto una parte della storia.
Per costruire gli impianti della Sila fu necessario affrontare montagne, roccia, acqua, forti dislivelli e luoghi spesso difficili da raggiungere.
Dietro ogni opera c’erano minatori, manovali, muratori, carpentieri, autisti, elettricisti, meccanici, tecnici e manutentori.
Ma il fenomeno fu ancora più profondo. I grandi cantieri richiamarono nel territorio migliaia di lavoratori, tecnici e famiglie, trasformando Cotronei anche dal punto di vista demografico e sociale.
Per alcuni decenni accadde qualcosa di quasi opposto alla storia dell’emigrazione meridionale: persone provenienti da altre zone della Calabria e d’Italia arrivavano a Cotronei perché qui c’era lavoro.
La stima della manodopera complessivamente presente nei cantieri silani nella fase di massima attività alla fine degli anni Venti.
Gli abitanti registrati dal censimento ISTAT del 1961 nel nucleo residenziale legato alla società elettrica.
Operai, tecnici, quadri e dirigenti contribuirono a creare una comunità nuova intorno agli impianti.
Una sorta di “emigrazione al contrario”
Nei decenni in cui molti paesi del Mezzogiorno vedevano partire parte della propria popolazione, Cotronei conobbe anche un movimento nella direzione opposta.
La costruzione dei bacini, delle gallerie e delle centrali richiese una quantità eccezionale di manodopera.
Una ricostruzione specialistica stima che nel 1928, quando i principali cantieri silani erano contemporaneamente aperti, fossero occupati circa 4.000 operai.
Le ricostruzioni storiche locali descrivono Cotronei come uno dei centri principali di quella enorme attività, con una presenza di lavoratori che raggiunse punte di migliaia di persone.
Non arrivavano soltanto dai paesi vicini. Le fonti ricordano operai, tecnici, quadri e dirigenti provenienti anche dal Veneto, da Napoli, da Pescara e da altre parti d’Italia.
Per Cotronei significò nuovi abitanti, nuovi rapporti sociali, nuove competenze e un contatto molto più intenso con realtà esterne alla Calabria.
Il lavoro modifica anche la vita quotidiana
Un afflusso così importante di persone non poteva limitarsi ai cancelli dei cantieri. Cambiarono anche il paese, le relazioni sociali e l’organizzazione della vita quotidiana.
Nuove famiglie
Una parte del personale si stabilì nel territorio insieme alle proprie famiglie, creando nuovi legami con la comunità locale.
Nuovi mestieri
Il settore elettrico introdusse professionalità tecniche e industriali che prima erano molto meno presenti nel territorio.
Nuovi insediamenti
Per ospitare personale e famiglie nacquero nuclei residenziali direttamente collegati alle società elettriche e agli impianti.
Il Villaggio SME: un paese dentro il paese
La presenza dell’industria elettrica non terminava alla fine del turno di lavoro.
Per ospitare il personale e le famiglie vennero realizzati veri nuclei abitativi legati alle società elettriche.
A Cotronei è documentato quello che nella memoria locale viene ricordato come Villaggio SME e che nei documenti ufficiali compare anche con il nome di “Palazzine S.M.E.”.
Non si trattava quindi di semplici alloggi temporanei, ma di un vero nucleo residenziale nel quale vivevano dipendenti e famiglie legate alla società elettrica.
Il censimento generale della popolazione del 1961 registra nelle Palazzine S.M.E. 140 residenti, una presenza significativa all’interno della realtà demografica di Cotronei.
Fotografie e cartoline storiche conservano ancora l’immagine di questo insediamento, testimonianza concreta del rapporto tra industria e vita quotidiana.
La storia dei villaggi costruiti intorno ai grandi cantieri silani mostra che l’organizzazione industriale comprendeva anche spazi destinati alla vita quotidiana e sociale del personale.
Per il Villaggio SME di Cotronei stiamo cercando ulteriore documentazione specifica per ricostruire con precisione tutti i servizi presenti e la loro evoluzione nel tempo.
Fotografie, planimetrie, testimonianze e documenti delle famiglie potranno permetterci di completare questo capitolo.
Anche Timpagrande aveva una vita intorno all’impianto
Accanto alla centrale non esistevano soltanto macchine e infrastrutture tecniche. La presenza stabile di personale richiedeva anche strutture destinate al servizio e alla permanenza dei lavoratori.
Centrale, personale e strutture di servizio
La documentazione storica e amministrativa testimonia l’esistenza nell’area di Timpagrande di strutture direttamente collegate alla presenza del personale.
Tra queste è documentata anche una foresteria, oltre agli uffici, alle officine e alle strutture operative della centrale.
L’alluvione del dicembre 1973 colpì duramente l’intero complesso: acqua, fango, massi, tronchi e detriti investirono la zona, interessando anche queste strutture di servizio.
Le testimonianze locali ricordano un insediamento molto più articolato intorno alla centrale. La ricostruzione precisa di questo nucleo è uno degli aspetti che vogliamo continuare a documentare.
Le fonti tecniche confermano che l’evento colpì gravemente sala macchine, uffici, officine, foresteria e collegamenti della zona.
La memoria locale conserva anche il ricordo degli insediamenti dei lavoratori. Continueremo però a distinguere ciò che è documentato da ciò che deve ancora essere verificato attraverso fotografie e testimonianze dirette.
I mestieri dell’idroelettrico
Dalla montagna alla sala macchine, ogni fase richiedeva competenze, attrezzature e lavori differenti.
Minatori e galleristi
Una parte delle opere veniva costruita all’interno della montagna. Scavi, gallerie e pozzi richiedevano lavoro in condizioni particolarmente impegnative.
Muratori, carpentieri e autisti
Dighe, strade, edifici e condotte richiedevano numerose maestranze e un continuo movimento di materiali, mezzi e attrezzature.
Elettricisti e tecnici
Terminati i cantieri, iniziava il lavoro quotidiano necessario a controllare, mettere in servizio e mantenere gli impianti.
Quando la Sila diventò un luogo di lavoro industriale
Nei primi decenni del Novecento la costruzione degli impianti portò sull’altopiano un’organizzazione del lavoro completamente nuova.
Dighe, centrali e soprattutto chilometri di gallerie richiedevano cantieri distribuiti lungo un territorio molto vasto.
L’Archivio Storico Enel conserva filmati dedicati direttamente ai minatori e ai lavori in galleria, al trasporto dei materiali e alla costruzione delle grandi opere silane.
Quelle immagini permettono di spostare lo sguardo dalle opere finite alle persone che materialmente le resero possibili.
Cantieri e vita sull’altopiano silano
I grandi lavori non produssero soltanto strutture tecniche. Intorno ai cantieri nacquero anche spazi, relazioni e attività legate alla vita quotidiana dei lavoratori.
L’Archivio Storico Enel conserva un filmato della Società per le Forze Idrauliche della Sila intitolato Dopolavoro – Cantieri e vita nell’altipiano Silano.
Il documento mostra lavori relativi ai bacini, alle centrali e alle gallerie, ma anche attività sociali e ricreative legate alla presenza dei lavoratori.
È una fonte preziosa perché mostra come intorno alle grandi opere fosse nato anche un vero mondo sociale.
L’elettricità diventa una professione
Con il passare del tempo l’idroelettrico non significò più soltanto occupazione nei grandi cantieri.
Entrare nelle società elettriche poteva significare intraprendere un vero percorso professionale, acquisire competenze tecniche e lavorare anche in impianti lontani dalla Calabria.
Una testimonianza particolarmente significativa è quella di Francesco Locanto, nato a Cotronei nel 1939 e assunto nel 1960 dalla Società Meridionale di Elettricità.
Nel suo racconto ricorda altri giovani cotronellari entrati nel settore elettrico e descrive il proprio ritorno negli anni Settanta e Ottanta per le prove e la messa in servizio dei gruppi di Orichella, Timpagrande e Calusia.
L’alluvione del 1973 e la rimessa in servizio di Timpagrande
Nel dicembre del 1973 un violentissimo evento colpisce Timpagrande e segna uno dei momenti più difficili della storia della centrale.
Dopo l’acqua e i detriti, il lavoro per ripartire
La vecchia sala macchine viene invasa dall’acqua, dal fango e dai materiali trascinati verso valle.
Vengono interessati anche uffici, officine, foresteria e collegamenti della zona.
La ripresa dell’impianto richiede interventi tecnici, ripristini e una nuova organizzazione del lavoro.
Francesco Locanto ricorda di aver partecipato, insieme ad altri colleghi, alla rimessa in servizio del gruppo generatore n. 4 della vecchia centrale.
Altre testimonianze locali ricordano l’importanza delle maestranze del territorio nella ripresa produttiva.
Ricostruire e potenziare gli impianti
La trasformazione degli anni Settanta apre una nuova e lunga stagione di cantieri nel territorio.
Nuove gallerie
Una parte fondamentale dei nuovi impianti viene realizzata scavando nuovamente all’interno della montagna.
La nuova Timpagrande
La centrale in caverna richiede lavori civili, montaggi meccanici ed elettrici e nuove infrastrutture.
Una nuova occupazione
I grandi lavori coinvolgono nuovamente minatori, carpentieri, manovali, autisti e tecnici provenienti da Cotronei e dai centri vicini.
Quando scioperare significò mettersi al lavoro
Nel febbraio del 1980 la vertenza per l’occupazione si intreccia direttamente con il completamento delle nuove opere idroelettriche.
Gli edili impegnati nei cantieri di Timpagrande e Calusia chiedono l’avvio della nuova galleria destinata a collegare il sistema tra le due centrali.
La stampa dell’epoca racconta una forma di protesta particolarmente significativa: lo “sciopero alla rovescia”.
Invece di interrompere il lavoro, gli operai iniziano materialmente l’opera per dimostrare la volontà di lavorare e chiedere l’apertura del cantiere.
Dopo alcuni giorni la mobilitazione ottiene un primo risultato con il via alla realizzazione della galleria.
Le fonti locali documentano ulteriori manifestazioni nei cantieri di Timpagrande nei primi anni Ottanta.
Una fotografia conservata nella documentazione storica di Caccuri è indicata come “Timpagrande ’82” e mostra un intervento rivolto agli operai in sciopero.
È un’altra testimonianza di quanto il tema dell’occupazione fosse legato alla grande fase di rinnovamento degli impianti.
Dal grande cantiere alla centrale moderna
La storia del lavoro idroelettrico attraversa quasi tutto il Novecento e cambia insieme alla società di Cotronei.
La montagna diventa luogo di lavoro
Dighe, gallerie, condotte e centrali richiedono migliaia di lavoratori e numerose professionalità.
Cotronei diventa un centro dell’industria elettrica
Operai, tecnici, imprese e dirigenti arrivano nel territorio, creando un fenomeno di forte attrazione di manodopera.
Il Villaggio SME e le Palazzine
Intorno alla presenza della società elettrica si consolida un nucleo residenziale destinato a dipendenti e famiglie.
Giovani di Cotronei entrano nella SME
Le testimonianze personali documentano l’inizio di vere carriere professionali nel settore elettrico.
L’alluvione colpisce Timpagrande
Lavoratori e tecnici partecipano alla rimessa in servizio degli impianti e alla nuova fase di ricostruzione.
Lo sciopero alla rovescia
Gli edili si mobilitano per l’occupazione e per l’avvio della nuova galleria.
Continuano scioperi e manifestazioni
La memoria fotografica documenta ancora mobilitazioni dei lavoratori nell’area di Timpagrande.
Una nuova organizzazione degli impianti
I cambiamenti societari modificano nuovamente l’organizzazione del personale legato alla produzione idroelettrica.
Recuperare le storie delle persone
Fotografie, documenti e testimonianze diventano fondamentali per conservare la memoria del territorio.
Dal lavoro Enel alla nuova organizzazione del settore
Alla fine del Novecento anche il settore elettrico italiano attraversa una profonda trasformazione.
I cambiamenti societari interessano direttamente gli impianti silani e il personale legato alla produzione idroelettrica.
Nel febbraio 2002 la stampa locale dedica un articolo alla situazione degli elettrici di Cotronei, riferendo del trasferimento di circa ottanta lavoratori verso la centrale di Timpagrande nel nuovo assetto organizzativo.
È un episodio che mostra come la storia dell’idroelettrico non sia fatta soltanto di costruzioni e potenziamenti: cambia anche il modo di organizzare il lavoro.
Una parte dell’archivio potrebbe essere ancora nelle case
Le fonti permettono di ricostruire gli eventi principali. Per raccontare davvero la vita quotidiana, però, serve anche la memoria delle famiglie.
Cantieri, famiglie e colleghi
Foto di gruppo, immagini in centrale, Villaggio SME e cantieri possono restituire nomi e volti alla storia.
Libretti e tesserini
Libretti di lavoro, tesserini SME ed Enel, lettere, diplomi e documenti tecnici possono ricostruire vere storie professionali.
La memoria raccontata
Ricordi dei lavoratori e delle famiglie possono spiegare turni, mestieri, abitazioni e vita quotidiana molto meglio di un semplice dato tecnico.
Fonti e approfondimenti
- Mario Mortara, Angelo Steiner – Gli impianti idroelettrici della Sila, Milano, 1933. Pubblicazione tecnica storica utile per ricostruire i grandi cantieri e le opere della prima stagione idroelettrica silana.
- Enrico Barone – Utilizzazione promiscua delle acque dei bacini silani del versante Jonico catanzarese , ENEL, 1983–1984. Fonte tecnica per comprendere la dimensione dei nuovi cantieri degli anni Settanta e Ottanta.
- Pietro Veltri – L’Acqua, n. 4/2023 – Approfondimento storico sui grandi cantieri silani, sulla manodopera impiegata e sulle comunità sorte intorno agli impianti.
- ISTAT – IX Censimento generale della popolazione, 1961 – Il censimento registra nel territorio di Cotronei la località “Palazzine S.M.E.” con 140 residenti.
- CotroneInforma – storia dello sviluppo elettrico di Cotronei – Ricostruzione storica della grande presenza di lavoratori durante la stagione dei cantieri silani.
- CotroneInforma – trasformazione sociale di Cotronei – Approfondimento sull’arrivo nel territorio di lavoratori e personale proveniente da diverse zone d’Italia.
- CotroneInforma – Villaggio SME Cotronei – Documentazione e immagini storiche relative al nucleo residenziale della SME.
- Archivio Storico Enel – Dopolavoro, cantieri e vita nell’altipiano Silano – Filmato del 1929 dedicato ai lavori e alla vita sociale intorno ai cantieri.
- Archivio Storico Enel – Impianti Silani negli anni Venti – Filmati dedicati a minatori, lavori in galleria, dighe e trasporto dei materiali.
- Archivio Storico Enel – Ex sala macchine con operaio, 1962 – Fotografia storica del lavoro nell’ambiente della centrale.
- Francesco Locanto – Le dolci memorie delle nostre origini – Testimonianza diretta di un lavoratore SME-Enel originario di Cotronei.
- ISPRA – Il dissesto geologico e geoambientale in Calabria – Documentazione sugli effetti dell’alluvione del 1973 nell’area di Timpagrande.
- l’Unità, 14 febbraio 1980 – Per un miliardo (di kilowatt) si sciopera… lavorando – Cronaca contemporanea dello “sciopero alla rovescia” degli edili.
- l’Unità, 20 febbraio 1980 – Gli edili di Cotronei hanno vinto: ora la galleria si può costruire – Resoconto dell’esito della mobilitazione.
- Isolamena – Storia locale di Caccuri – Documentazione fotografica delle mobilitazioni nei cantieri di Timpagrande nei primi anni Ottanta.
- Il Crotonese, febbraio 2002 – Ottanta operai sfrattati – Cronaca della fase di riorganizzazione del personale elettrico legato agli impianti.
- A2A – Nucleo impianti idroelettrici Calabria – Informazioni sull’attuale gestione delle centrali dell’asta Sila.
Per la storia sociale dell’idroelettrico sono state messe a confronto fonti tecniche, censimenti ufficiali, documentazione archivistica, cronache contemporanee e testimonianze locali. Gli aspetti della memoria orale vengono inseriti come fatti soltanto quando possono essere verificati documentalmente.
I luoghi dietro le storie dei lavoratori
Lavoratori, Villaggio SME, grandi cantieri e centrali sono parti dello stesso processo che ha trasformato Cotronei nel corso del Novecento.
Hai lavorato nell’idroelettrico o hai vissuto nel Villaggio SME?
Cerchiamo fotografie delle Palazzine SME, di Timpagrande, dei cantieri, dei lavoratori e delle famiglie legate agli impianti.
Tesserini SME ed Enel, libretti di lavoro, fotografie di gruppo, documenti e ricordi familiari possono aiutarci a ricostruire una parte fondamentale della storia sociale di Cotronei.
Se riconosci persone, edifici o luoghi in vecchie fotografie, anche una semplice informazione può essere preziosa.