Anni Settanta e Ottanta · la grande trasformazione

I nuovi impianti idroelettrici della Sila

Mezzo secolo dopo la costruzione delle prime centrali, il sistema idroelettrico silano affrontò una seconda grande trasformazione. Nuove gallerie, condotte, centrali e opere di regolazione modificarono profondamente gli impianti di Orichella, Timpagrande e Calusia.

La seconda grande stagione dell’idroelettrico

Un sistema storico da ripensare

Quando negli anni Settanta prende avvio il nuovo programma di lavori, gli impianti idroelettrici della Sila hanno già alle spalle diversi decenni di attività.

La prima grande configurazione, costruita tra gli anni Venti e Trenta, aveva trasformato le acque dell’Arvo e dell’Ampollino in una risorsa energetica utilizzata attraverso i salti di Orichella, Timpagrande e Calusia.

Con il passare del tempo aumentarono però le esigenze di produzione, regolazione ed efficienza. Le infrastrutture originarie non vennero semplicemente abbandonate: iniziò invece un vasto programma di ristrutturazione e potenziamento destinato a ridisegnare buona parte dell’asta idroelettrica.

Il risultato fu un sistema nel quale opere storiche e nuove infrastrutture continuarono a convivere, mantenendo la stessa logica fondamentale: utilizzare più volte l’acqua della Sila lungo il suo percorso verso il Neto.

L’avvio fine 1971

Inizia il grande programma di realizzazione e trasformazione delle nuove opere idroelettriche.

La fase decisiva 1979–1982

Entrano progressivamente in servizio i nuovi gruppi di Timpagrande e Orichella.

L’asta Sila tre salti

Orichella, Timpagrande e Calusia vengono inserite nel nuovo assetto del sistema.

Rinnovare gli impianti senza fermare il sistema

Una delle difficoltà maggiori consisteva nel realizzare le nuove opere mantenendo in esercizio le vecchie centrali il più a lungo possibile.

Per questo la trasformazione avvenne progressivamente: nuove gallerie vennero affiancate a quelle esistenti, nuove condotte sostituirono quelle storiche e le nuove centrali entrarono in funzione mentre parti del vecchio sistema continuavano ancora a produrre energia.

Un sistema più potente e flessibile

Perché costruire nuovi impianti?

Il progetto non riguardava soltanto l’aumento della potenza. La ristrutturazione doveva migliorare la capacità di utilizzare e regolare le acque disponibili, modernizzando contemporaneamente opere idrauliche, macchinari e centrali.

Portate

Più acqua utilizzabile

Le nuove gallerie e le nuove opere di presa permettono di aumentare la quantità d’acqua che può raggiungere gli impianti.

Potenza

Nuovi gruppi di produzione

Le centrali vengono dotate di macchinari più potenti e moderni, aumentando la capacità complessiva del sistema.

Regolazione

Un sistema più flessibile

Nuovi bacini e opere di modulazione permettono di gestire meglio le acque tra un salto e quello successivo.

Primo salto

Orichella: una centrale quasi completamente nuova

Il primo salto dell’asta Sila fu profondamente trasformato. Alla vecchia configurazione vennero affiancate nuove opere di derivazione e una seconda galleria in pressione.

Il progetto comprendeva l’ampliamento del pozzo piezometrico, una nuova condotta forzata e soprattutto una nuova centrale costruita accanto a quella storica, destinata a sostituirne progressivamente la funzione.

La nuova Orichella venne equipaggiata con due gruppi e con un sistema capace non soltanto di produrre energia, ma anche di partecipare alla gestione più flessibile delle acque dell’Ampollino.

Nuovo impianto Orichella primo salto · Ampollino
Una nuova opera di regolazione

Il bacino di Migliarite

Tra Orichella e Timpagrande compare uno degli elementi più interessanti della ristrutturazione: il bacino di modulazione del Migliarite.

Un nuovo nodo tra il primo e il secondo salto

Il bacino di Migliarite viene inserito nel sistema per migliorare la regolazione delle acque dirette verso Timpagrande. È collegato alle opere provenienti da Orichella e può ricevere anche apporti dal bacino del Tacina.

La sua realizzazione richiese una diga, opere di scarico, collegamenti idraulici e interventi di sistemazione delle sponde.

La diga venne completata nella seconda metà degli anni Settanta, diventando una delle opere più riconoscibili del nuovo assetto.

Secondo salto

Timpagrande: una nuova centrale in caverna

La trasformazione di Timpagrande fu tra gli interventi più importanti dell’intero programma.

Alla centrale storica all’aperto si affiancò una nuova centrale realizzata in caverna, collegata alle nuove opere di derivazione e alle nuove condotte del secondo salto.

La sala macchine venne predisposta per tre gruppi: due di nuova costruzione e un terzo trasferito dalla vecchia centrale. La trasformazione consentì di conservare parte del patrimonio tecnologico precedente inserendolo nel nuovo impianto.

I primi due nuovi gruppi entrarono progressivamente in servizio tra il 1979 e il 1980, segnando il passaggio dalla vecchia alla nuova Timpagrande.

Nuova centrale Timpagrande caverna · nuovi gruppi
Terzo salto

Calusia completa il nuovo assetto

Più a valle anche Calusia viene inserita nel programma di rinnovamento dell’asta, completando la successione dei tre grandi salti.

01

Orichella

Nuova centrale, nuove derivazioni, nuova condotta e maggiore capacità di gestione delle acque.

02

Timpagrande

Nuova centrale in caverna, nuove gallerie, nuove condotte e tre gruppi produttivi.

03

Calusia

Il terzo salto viene adeguato al nuovo sistema e continua a utilizzare le acque provenienti da monte e dal Neto.

Oltre dieci anni di lavori

La ristrutturazione, anno dopo anno

La trasformazione non avvenne in un solo momento. Cantieri, difficoltà geologiche, eventi alluvionali e necessità di mantenere in esercizio gli impianti esistenti resero il programma lungo e complesso.

fine 1971
L’avvio

Comincia il nuovo programma di lavori

Prende avvio il vasto programma di ristrutturazione degli impianti. I lavori devono confrontarsi fin dall’inizio con condizioni geologiche difficili e con la necessità di mantenere attive le centrali esistenti.

1972–1973
Le difficoltà

Nubifragi e problemi geologici

Forti eventi meteorologici colpiscono la Calabria e alcune delle aree interessate dai cantieri. Le difficoltà aggravano situazioni geologiche già complesse e rendono necessarie modifiche rispetto ai progetti originari.

1976
Migliarite

Si completa la diga del nuovo bacino

Nella seconda metà degli anni Settanta prende forma il bacino di modulazione del Migliarite, destinato a diventare uno dei nodi del nuovo sistema tra Orichella e Timpagrande.

1979–1980
Timpagrande

Entrano in servizio i nuovi gruppi

Il primo nuovo gruppo della centrale di Timpagrande effettua il primo parallelo nel dicembre 1979 ed entra in regolare servizio nel giugno 1980. Entro la fine dello stesso anno entra in servizio anche il secondo nuovo gruppo.

1980–1982
Orichella

La nuova centrale diventa operativa

Il primo gruppo della nuova Orichella entra in regolare servizio nel dicembre 1980. Il secondo viene avviato progressivamente tra il 1981 e il marzo 1982, completando una delle trasformazioni più profonde dell’asta Sila.

Anni ’80
Il nuovo sistema

L’asta Sila cambia configurazione

Le nuove opere entrano progressivamente nell’esercizio ordinario. Orichella, Timpagrande e Calusia mantengono la struttura dei tre salti storici, ma con centrali, derivazioni e capacità produttive profondamente rinnovate.

Il sistema storico rimane riconoscibile

La ristrutturazione non cancella l’impostazione costruita negli anni Venti e Trenta. Rimangono i grandi serbatoi dell’Arvo e dell’Ampollino e rimane la sequenza Orichella – Timpagrande – Calusia.

Ciò che cambia profondamente è ciò che si trova tra questi punti: portate maggiori, nuove gallerie, nuove condotte, centrali più potenti e una maggiore capacità di regolazione dell’acqua.

L’eredità della ristrutturazione

Il sistema nato negli anni Ottanta è ancora riconoscibile

A distanza di decenni, l’organizzazione generale dell’asta Sila conserva la struttura consolidata con il grande rinnovamento del secondo Novecento.

L’attuale gestore A2A continua a descrivere l’asta attraverso le centrali di Orichella, Timpagrande e Calusia, regolate dai serbatoi dell’Arvo e dell’Ampollino.

La storia dei “nuovi impianti” non rappresenta quindi soltanto un capitolo del passato: spiega in buona parte il sistema idroelettrico che continua a caratterizzare questo territorio.

Asta Sila 3 centrali Orichella · Timpagrande · Calusia
Fonti e approfondimenti
  • Enrico Barone – Utilizzazione promiscua delle acque dei bacini silani del versante Jonico catanzarese , ENEL – Rassegna Tecnica di problemi dell’energia elettrica, 1983–1984. È la principale fonte tecnica per ricostruire il programma di ristrutturazione, le nuove opere e l’entrata in servizio degli impianti.
  • Mario Mortara, Angelo Steiner – Gli impianti idroelettrici della Sila, Milano, 1933. Il confronto con questa pubblicazione permette di comprendere come appariva la configurazione originaria del sistema prima della grande ristrutturazione.
  • A2A – Nucleo impianti idroelettrici Calabria – Descrizione dell’attuale asta Sila, costituita dalle centrali di Orichella, Timpagrande e Calusia e regolata dai serbatoi Arvo e Ampollino.
  • Archivio Storico Enel – Centrale di Timpagrande – Documentazione fotografica della centrale, della stazione elettrica e delle infrastrutture dell’impianto.

La pagina ricostruisce principalmente la grande fase di rinnovamento descritta nella documentazione tecnica ENEL degli anni Ottanta, confrontandola con gli impianti storici e con la configurazione attuale dell’asta Sila.

Continua il percorso

Prima e dopo la grande trasformazione

Una storia recente da recuperare

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Immagini conservate dai lavoratori e dalle famiglie possono aiutarci a raccontare anche il lato umano di questa grande trasformazione.

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