Il viaggio dell’acqua: dall’Ampollino al Neto
Dai grandi serbatoi della Sila alle centrali costruite progressivamente verso valle: seguiamo il percorso dell’acqua per capire, in modo semplice, come funziona uno dei più importanti sistemi idroelettrici della Calabria.
Un viaggio lungo più di mille metri di dislivello
Guardando il Lago Ampollino o il Lago Arvo è difficile immaginare che quelle acque facciano parte di una grande infrastruttura capace di collegare l’altopiano silano alla valle del Neto.
Il principio dell’idroelettrico è semplice: l’acqua accumulata a una quota elevata possiede energia. Convogliandola verso quote inferiori attraverso gallerie e condotte, quella forza può mettere in movimento le turbine delle centrali e trasformarsi in energia elettrica.
Nella Sila questo principio viene applicato su una scala molto più ampia. I serbatoi dell’Arvo e dell’Ampollino regolano un sistema che comprende le centrali di Orichella, Timpagrande e Calusia, distribuite lungo un dislivello complessivo di oltre mille metri.
Ma il percorso non è una semplice linea. Tra un salto e l’altro le acque vengono raccolte, regolate e integrate con altri apporti provenienti dai corsi d’acqua del territorio.
I due principali bacini che regolano l’asta idroelettrica della Sila.
Orichella, Timpagrande e Calusia formano i tre grandi salti del sistema.
Il dislivello complessivo indicato per l’asta Sila dall’attuale gestore A2A.
Parlare di “viaggio dell’acqua” aiuta a comprendere il funzionamento generale, ma il sistema reale è formato da numerose derivazioni, opere di presa, gallerie, bacini di modulazione e collegamenti con corsi d’acqua naturali.
L’acqua che raggiunge ogni centrale, quindi, non proviene necessariamente da un’unica sorgente: lungo il percorso vengono raccolti e regolati diversi apporti idrici.
Ampollino e Arvo: le grandi riserve d’acqua della Sila
Il viaggio comincia sull’altopiano. Qui i grandi serbatoi artificiali dell’Ampollino e dell’Arvo permettono di accumulare e regolare enormi quantità d’acqua.
L’Ampollino, realizzato tra il 1916 e il 1927, rappresenta il primo grande invaso della stagione idroelettrica silana.
Negli anni successivi viene realizzato anche il serbatoio dell’Arvo, ampliando ulteriormente la capacità di regolazione del sistema.
I due bacini non devono quindi essere considerati soltanto come laghi del paesaggio silano: rappresentano le grandi riserve da cui prende origine il funzionamento dell’asta idroelettrica.
Dalla montagna al Neto, salto dopo salto
Il modo più semplice per comprendere l’asta idroelettrica è seguire progressivamente l’acqua dalle quote più elevate fino alla sua restituzione verso valle.
Arvo e Ampollino
Le acque dell’altopiano vengono raccolte nei grandi serbatoi montani. Qui è possibile regolare le quantità d’acqua da immettere progressivamente nel sistema idroelettrico.
Orichella
Dal sistema dei grandi serbatoi le acque raggiungono il primo importante salto produttivo. A Orichella il forte dislivello viene utilizzato per mettere in movimento le turbine e produrre energia elettrica.
Dopo Orichella l’acqua torna a incontrarsi
L’acqua utilizzata nella centrale non viene semplicemente dispersa. Viene raccolta nuovamente e inserita nel sistema che alimenta il salto successivo.
In questa fase al flusso proveniente da Orichella possono aggiungersi altre acque derivate dal territorio, comprese quelle provenienti dal Neto e dal sistema del Migliarite e del Tacina.
Timpagrande
Dopo essere stata raccolta e regolata, l’acqua affronta un nuovo grande dislivello verso la centrale di Timpagrande, nel territorio di Cotronei.
Qui viene utilizzata nuovamente per produrre energia. È il secondo grande salto dell’asta della Sila e quello maggiormente legato alla storia di Cotronei.
Calusia
Dopo Timpagrande, le acque proseguono ancora verso valle. Nella configurazione tecnica dell’impianto vengono nuovamente raccolte e integrate con apporti del basso corso del Neto prima di raggiungere Calusia.
Qui viene sfruttato l’ultimo grande salto della catena idroelettrica.
Il ritorno verso il Neto
Terminato il percorso produttivo, le acque vengono restituite al sistema fluviale. A valle di Calusia tornano verso il Neto, continuando a rappresentare una risorsa per il territorio.
Orichella: l’acqua comincia a scendere
Orichella rappresenta il primo grande salto dell’asta. Il sistema utilizza qui le acque regolate dai serbatoi silani sfruttando un dislivello di centinaia di metri.
Dopo il passaggio attraverso le turbine, l’acqua non conclude il proprio percorso: viene restituita a un bacino di modulazione e può essere nuovamente utilizzata.
È proprio questa capacità di raccogliere nuovamente l’acqua già turbinata uno degli elementi che permettono di comprendere l’efficienza dell’intero sistema.
Tra Orichella e Timpagrande il sistema raccoglie nuova acqua
È qui che il viaggio diventa più interessante e mostra perché l’asta Sila non può essere rappresentata come un semplice tubo che scende dalla montagna.
Il bacino di modulazione di Orichella raccoglie innanzitutto le acque che hanno già prodotto energia nel primo salto.
A queste si aggiungono altri apporti derivati dal territorio. Le fonti tecniche descrivono contributi provenienti dal Neto e, attraverso il bacino di Migliarite, dalle acque del Migliarite e del medio corso del Tacina.
Il secondo salto utilizza quindi una quantità d’acqua che non dipende esclusivamente dai grandi laghi: durante il percorso il sistema raccoglie e integra ulteriori risorse idriche.
Migliarite: un bacino al servizio del sistema
Il Migliarite non è uno dei tre salti idroelettrici, ma svolge una funzione importante nella regolazione delle acque dirette verso Timpagrande.
Il bacino raccoglie le acque del corso omonimo e apporti collegati al Tacina. Attraverso le opere di derivazione può contribuire al sistema che alimenta il secondo salto.
È un esempio particolarmente chiaro di come l’asta idroelettrica sia in realtà una rete: l’acqua viene accumulata, trasferita e regolata prima di essere nuovamente utilizzata.
Timpagrande: l’acqua arriva a Cotronei
Dopo la fase di raccolta e regolazione, le acque affrontano uno dei maggiori dislivelli dell’intera asta.
La condotta verso valle
L’acqua viene convogliata verso la centrale sfruttando il grande dislivello tra il bacino di monte e Timpagrande.
Le turbine
La pressione dell’acqua mette in movimento le turbine collegate ai generatori, producendo energia elettrica.
L’acqua continua il viaggio
Terminata la produzione, l’acqua viene restituita al sistema e indirizzata verso l’ultimo grande salto di Calusia.
Calusia: l’ultimo grande passaggio
Dopo Timpagrande il viaggio produttivo dell’acqua non è ancora terminato.
Nella configurazione tecnica dell’impianto di Calusia, le acque provenienti dalla restituzione di Timpagrande vengono raccolte e integrate anche con deflussi del basso corso del Neto.
Da qui l’acqua affronta il terzo e ultimo grande salto dell’asta della Sila, producendo nuovamente energia.
Dopo Calusia termina la successione delle tre centrali, ma non l’importanza dell’acqua per il territorio.
Il ritorno dell’acqua al sistema del Neto
L’ultimo passaggio permette di capire un aspetto fondamentale: l’acqua utilizzata per produrre energia non scompare all’interno delle centrali.
Dopo Calusia le acque vengono restituite al sistema fluviale del Neto. Da quel momento la risorsa continua il proprio percorso verso valle.
Nel corso del tempo la gestione delle acque dell’asta Sila è stata collegata anche alle esigenze irrigue, potabili e industriali del territorio crotonese.
Questo spiega perché i grandi serbatoi silani non rappresentino soltanto infrastrutture energetiche: la gestione dell’acqua mette in relazione montagna, produzione elettrica, agricoltura e territori di valle.
Come fa la stessa acqua a produrre energia più volte?
Non è l’acqua in sé a “consumarsi”. Ciò che viene sfruttato è il dislivello tra una quota più alta e una più bassa.
Accumulare
Serbatoi e bacini permettono di conservare e regolare l’acqua a una determinata quota.
Farla scendere
Gallerie e condotte guidano l’acqua verso una quota inferiore, sfruttandone pressione e velocità.
Utilizzarla di nuovo
Dopo aver attraversato una turbina, l’acqua può essere raccolta a una quota inferiore e affrontare un nuovo salto.
Non un lago, non una centrale: una rete d’acqua
Ampollino e Arvo accumulano e regolano le grandi riserve idriche della montagna.
Orichella utilizza il primo salto. Le acque vengono poi raccolte e integrate con ulteriori apporti provenienti dal sistema del Neto, del Migliarite e del Tacina.
Timpagrande utilizza il secondo grande salto, Calusia il terzo. Alla fine del percorso l’acqua torna verso il sistema fluviale del Neto.
È questa continuità tra laghi, fiumi, opere sotterranee e centrali a rendere l’idroelettrico silano un unico grande sistema.
Fonti e approfondimenti
- Mario Mortara, Angelo Steiner – Gli impianti idroelettrici della Sila, Milano, 1933. Pubblicazione tecnica storica con carte, profili altimetrici, planimetrie e descrizioni del sistema originario.
- Enrico Barone – Utilizzazione promiscua delle acque dei bacini silani del versante Jonico catanzarese , ENEL, 1983–1984. Fonte tecnica fondamentale per comprendere le derivazioni, i bacini di modulazione e la configurazione dell’asta dopo la ristrutturazione.
- A2A – Nucleo impianti idroelettrici Calabria – Dati sull’attuale asta Sila, sui serbatoi Arvo e Ampollino e sulle centrali di Orichella, Timpagrande e Calusia.
- Provincia di Crotone – Piano Energetico Ambientale Provinciale – Schede tecniche degli impianti di Orichella, Timpagrande e Calusia e descrizione dei collegamenti con i bacini di Orichella e Migliarite, il Neto e il Tacina.
- Archivio Storico Enel – Centrale di Orichella e condotta forzata – Documentazione fotografica del primo salto dell’asta Sila.
- Archivio Storico Enel – Centrale di Calusia – Documentazione fotografica del terzo salto del sistema.
Il percorso descritto nella pagina è volutamente divulgativo. L’asta idroelettrica reale comprende numerose derivazioni, bacini, gallerie e opere di regolazione che rendono il funzionamento più complesso di una semplice successione lineare di centrali.
Scopri i luoghi del viaggio dell’acqua
Aiutaci a raccontare il viaggio dell’acqua
Cerchiamo fotografie delle centrali, delle condotte, dei bacini, delle opere di presa e dei luoghi attraversati dal sistema idroelettrico.
Immagini storiche e testimonianze possono aiutarci a rendere visibile ciò che spesso rimane nascosto sotto la montagna.