A Cotronei le caldarroste sono le “ruséddre”: castagne incise e arrostite lentamente sul fuoco, uno dei sapori più semplici e riconoscibili dell’autunno. Più che una ricetta, un rito da condividere quando arrivano i primi freddi.
“Ruséddre” è il nome con cui a Cotronei vengono indicate le caldarroste.
La loro preparazione è legata anche a uno strumento tradizionale: la ruséddrara, la caratteristica padella forata utilizzata per arrostire le castagne direttamente sul fuoco.
Ruséddre e ruséddrara appartengono quindi allo stesso piccolo rito autunnale: il fuoco acceso, le castagne che vengono continuamente girate durante la cottura e il momento in cui vengono mangiate ancora calde, spesso in compagnia.
Per prepararle secondo tradizione utilizzate, quando possibile, una ruséddrara e cuocete le castagne sul fuoco o sulla brace.
Giratele frequentemente: i fori della ruséddrara permettono al calore e alla fiamma di raggiungere direttamente le castagne, ma richiedono attenzione per evitare che si brucino.
Il segreto è saper governare il fuoco e muovere spesso la ruséddrara.
Le castagne devono abbrustolirsi all’esterno senza bruciarsi, continuando a cuocere lentamente all’interno.
Appena tolte dal fuoco, avvolgete le ruséddre in un canovaccio e lasciatele riposare per qualche minuto: sarà più facile eliminare buccia e pellicina.
Le ruséddre vanno mangiate appena fatte, ancora calde, meglio se in compagnia.
Si sbucciano direttamente con le mani e si gustano una alla volta. Sono perfette nelle serate fresche d’autunno e conservano tutto il loro fascino quando vengono preparate attorno al camino o durante una festa di paese.
La tradizione vuole pochi fronzoli: una manciata di ruséddre calde e il tempo necessario per stare insieme.
Le ricette della tradizione cambiano da famiglia a famiglia. Raccontaci la vostra versione, un ingrediente particolare o un ricordo legato a questo piatto.
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