ALEXA GUGLIELMELLI

Alexa Guglielmelli, da Cotronei alla ricerca di frontiera tra luce e biomedicina

Ci sono percorsi che iniziano in un piccolo paese e finiscono per confrontarsi con alcune delle frontiere più avanzate della ricerca scientifica.

Quello di Alexa Guglielmelli è uno di questi.

Cresciuta a Cotronei, Alexa ha costruito nel tempo un percorso accademico e scientifico che l’ha portata a lavorare nel campo della biofisica, della nanofotonica e delle nanotecnologie applicate alla biomedicina.

Un cammino sviluppato soprattutto all’Università della Calabria, ma arricchito da esperienze internazionali, pubblicazioni scientifiche e riconoscimenti di rilievo nazionale.

Da Cotronei alla Fisica

Gli anni della formazione iniziale di Alexa sono legati a Cotronei.

È qui che cresce e vive fino al completamento delle scuole superiori, prima di intraprendere il percorso universitario che la porterà verso la ricerca scientifica.

All’Università della Calabria consegue nel 2017 la laurea in Fisica con lode, sviluppando progressivamente un interesse per la Biofisica Molecolare, disciplina che utilizza strumenti e principi della fisica per comprendere fenomeni biologici e molecolari.

La ricerca diventa presto il centro della sua attività.

Nel 2021 consegue il dottorato di ricerca all’Università della Calabria, approfondendo lo studio delle nanoparticelle d’oro e dei fenomeni legati all’interazione tra luce e materia per possibili applicazioni in campo biomedicale.

Durante il dottorato svolge inoltre un periodo di ricerca presso l’Optics Laboratory dell’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, in Svizzera, entrando in contatto con uno dei più importanti contesti europei nel campo della ricerca scientifica e tecnologica.

È uno dei passaggi attraverso i quali il suo percorso assume una dimensione internazionale, pur mantenendo nell’Università della Calabria il proprio principale punto di riferimento.

Studiare la luce per riconoscere le molecole

Negli anni successivi Alexa Guglielmelli prosegue la propria attività scientifica nel campo della biofisica e della nanofotonica, dedicandosi in particolare allo sviluppo di biosensori ottici e biointerfacce per il riconoscimento molecolare.

Dietro definizioni apparentemente molto tecniche si trova un principio affascinante.

La luce, interagendo con superfici e strutture costruite su scala nanometrica, può fornire informazioni estremamente precise sulle molecole presenti in un campione.

In altre parole, attraverso la fisica è possibile progettare sistemi capaci di “leggere” segnali molecolari che normalmente sarebbero difficili da individuare.

È su questo confine tra fisica, nanotecnologie e biologia che si concentra una parte importante della ricerca di Guglielmelli.

Il Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science”

Nel 2025 arriva uno dei riconoscimenti più significativi del suo percorso.

Alexa Guglielmelli viene selezionata tra le sei vincitrici italiane della XXIII edizione del Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science – Young Talents Italia”, programma dedicato alla valorizzazione delle giovani ricercatrici e alla promozione della presenza femminile nella ricerca scientifica.

Per quell’edizione erano state presentate oltre seicento candidature.

Per l’Università della Calabria il riconoscimento assume anche un valore particolare: Alexa Guglielmelli diventa la prima ricercatrice dell’Ateneo a ricevere il Premio L’Oréal-UNESCO “For Women in Science – Young Talents Italia”.

Il progetto premiato porta il nome di BIO-META – Biointegrated Metasurfaces for Chiral Liquid Biopsy.

L’obiettivo è studiare sistemi innovativi per il riconoscimento di particolari molecole attraverso l’utilizzo di superfici nanostrutturate e della luce.

Molecole speculari e nuove possibilità per la ricerca biomedica

Una parte centrale del progetto riguarda le cosiddette molecole chirali.

Alcune molecole possono infatti esistere in due forme speculari ma non sovrapponibili, chiamate enantiomeri.

Il paragone più semplice è quello tra la mano destra e la mano sinistra: sembrano identiche, ma non possono essere perfettamente sovrapposte.

In campo biologico e farmaceutico questa differenza può essere estremamente importante, perché due forme speculari della stessa molecola possono interagire in maniera differente con l’organismo.

La ricerca di Guglielmelli punta quindi a sviluppare sistemi ottici capaci di riconoscere con elevata sensibilità queste differenze molecolari.

L’obiettivo, in prospettiva, è contribuire allo sviluppo di strumenti di analisi sempre più precisi e di tecnologie utili allo studio di molecole di interesse biomedicale.

Il progetto MANTIS

Il percorso scientifico di Alexa Guglielmelli prosegue anche oltre il riconoscimento ottenuto nel 2025.

Diventa infatti Principal Investigator del progetto MANTIS, acronimo di Hyperbolic Metamaterial biosensors with an ANTIfouling coating for highly Sensitive detection in biological fluids.

Il progetto è finanziato nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza e prosegue lungo una delle principali direttrici della sua attività scientifica: sviluppare biosensori estremamente sensibili, capaci di operare anche all’interno di fluidi biologici complessi.

Essere Principal Investigator significa assumere la responsabilità scientifica del progetto, orientarne le attività di ricerca e contribuire alla costruzione del gruppo di lavoro che ne porta avanti gli obiettivi.

È un passaggio significativo, perché segna l’evoluzione da giovane ricercatrice impegnata all’interno di progetti scientifici a responsabile di una propria linea di ricerca.

L’ingresso stabile nell’Università della Calabria

Nel giugno 2026 arriva un’altra importante tappa.

Alexa Guglielmelli prende servizio presso l’Università della Calabria come ricercatrice nell’ambito della Fisica applicata alle scienze della vita, all’ambiente e ai beni culturali.

Il reclutamento avviene attraverso una procedura di chiamata diretta legata al profilo scientifico e ai risultati ottenuti nell’ambito della ricerca.

Alla ricerca si affianca anche l’attività didattica, con incarichi universitari nel campo della biofisica.

Si consolida così un percorso costruito negli anni attraverso studio, attività sperimentale, esperienze internazionali, progetti scientifici e riconoscimenti.

Da Cotronei alla comunità scientifica internazionale

La storia di Alexa Guglielmelli assume un significato particolare all’interno di Cotronei nel mondo.

Perché il “mondo”, in questo caso, non coincide necessariamente con l’allontanarsi definitivamente dalla propria terra.

Alexa è cresciuta a Cotronei e qui ha trascorso gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza.

Poi sono arrivati l’università, il dottorato, l’esperienza in Svizzera, le collaborazioni scientifiche, le pubblicazioni e i progetti di ricerca.

Il suo percorso ha assunto una dimensione internazionale, ma ha continuato ad avere in Calabria uno dei propri punti di riferimento principali.

È una storia che racconta anche una possibilità importante: partire da un piccolo centro, confrontarsi con ambienti scientifici internazionali e riuscire a costruire nella propria regione un’attività di ricerca di alto livello.

Da Cotronei ai laboratori dell’Università della Calabria, passando per Losanna e per la comunità scientifica internazionale, il percorso di Alexa Guglielmelli continua oggi nel campo della ricerca di frontiera.

Una ricerca nella quale luce, nanotecnologie e biofisica vengono utilizzate per comprendere meglio il mondo molecolare e provare a costruire nuovi strumenti per il futuro della biomedicina.

E dentro questa storia scientifica c’è anche un pezzo di Cotronei.

Fonti e approfondimenti
Cotronei nel mondo

Altre storie

Altri percorsi di persone legate a Cotronei che hanno portato esperienze, competenze e passioni oltre i confini del paese.

Commenti

Partecipa alla conversazione

Puoi lasciare un ricordo, aggiungere un dettaglio, segnalare una correzione o condividere una testimonianza legata al contenuto dell’articolo.

Rispondi