
Filippo Garruba, da Cotronei al mondo senza lasciare la Calabria
New York, Osaka, Ankara, la Tunisia, Sanremo. La musica ha portato Filippo Garruba molto lontano da Cotronei, ma il suo percorso ha seguito una traiettoria particolare: partire, suonare, incontrare nuovi pubblici e poi tornare. Perché la Calabria, per lui, non è mai diventata soltanto il luogo da cui andare via, ma la terra nella quale continuare a vivere, insegnare e costruire il proprio futuro.
Ci sono musicisti che, per inseguire il proprio percorso, scelgono di lasciare la terra in cui sono cresciuti.
Filippo Garruba ha seguito una strada diversa.
Da Cotronei la sua musica ha attraversato l’Italia e raggiunto l’Europa, l’Africa, gli Stati Uniti e il Giappone. Ha suonato con orchestre, partecipato a progetti internazionali, incontrato pubblici lontanissimi tra loro e affiancato progressivamente all’attività concertistica quella dell’insegnamento.
E poi è tornato.
Perché mentre aumentavano le città, i Paesi e i palcoscenici attraversati, la Calabria è rimasta il punto dal quale partire e nel quale continuare a vivere e lavorare.
Forse è proprio questo l’aspetto che rende la sua una storia particolarmente adatta a Cotronei nel mondo.
Non soltanto dove è arrivato.
Ma da dove continua a partire.
I primi passi davanti a un pianoforte
La storia musicale di Filippo Garruba si costruisce attorno al pianoforte.
La formazione lo porta a conseguire il diploma accademico di secondo livello con il massimo dei voti e la lode, sotto la guida del maestro Filippo Arlia, continuando negli anni ad approfondire lo studio e a confrontarsi con musicisti e docenti di livello internazionale.
Arrivano anche i concorsi e i primi riconoscimenti.
Tra questi c’è il Concorso Pianistico Internazionale “Alfonso Rendano” di Spoleto, dove ottiene il terzo posto.
Rileggendo oggi le cronache locali di quel periodo si trova una piccola immagine che assume un significato particolare: Cotroneinforma raccontava il risultato del “giovane Filippo Garruba di Cotronei”, accompagnandolo con gli auguri della comunità.
Prima di New York e Osaka, prima delle orchestre e delle tournée, c’è quindi anche questo.
Un ragazzo davanti a un pianoforte.
E un paese che comincia a seguirne il cammino.
Quando il pianoforte diventa un passaporto
Poi le distanze iniziano ad aumentare.
Filippo si esibisce in numerose città italiane e, progressivamente, la musica comincia a portarlo oltre i confini nazionali.
Ad Ankara, in Turchia, si esibisce da solista con l’Orkestra Akademik Başkent.
In Tunisia il viaggio assume anche una dimensione diversa. Alla musica eseguita sul palco si affianca infatti quella trasmessa agli altri: oltre alle esibizioni, Filippo tiene una masterclass per gli studenti dell’Institut Supérieur de Musique di Sousse.
È un passaggio significativo.
Viaggiare attraverso la musica non significa più soltanto esibirsi davanti a un pubblico, ma incontrare studenti e musicisti, confrontarsi con altri modi di vivere la stessa arte e portare la propria esperienza dentro realtà culturali differenti.
Suonare e insegnare cominciano così a diventare due parti dello stesso percorso.
Da Cotronei a Sanremo
Un altro capitolo importante è quello del pianoforte a quattro mani.
Insieme alla pianista Marika Mazzonello, Filippo sviluppa il progetto La Vita è Bella, costruito attorno alle grandi colonne sonore della storia del cinema.
Quel concerto passa anche dal Teatro Comunale di Cotronei.
E qualche tempo dopo arriva fino a Casa Sanremo, durante i giorni del Festival della Canzone Italiana.
È uno di quei piccoli cortocircuiti che raccontano bene una storia.
Un progetto suonato nel teatro del proprio paese che continua il viaggio e si ritrova, qualche anno dopo, nella città che per una settimana diventa il centro della musica italiana.
Un percorso sempre più internazionale
Negli anni l’attività fuori dall’Italia smette di essere una parentesi e diventa una componente stabile della vita professionale di Garruba.
Con Nico Fuscaldo nasce il progetto DuoOpera, dedicato al repertorio per pianoforte a quattro mani.
Rossini, Mozart, Verdi, Bellini, Puccini e altri grandi autori del teatro musicale vengono riletti su un unico pianoforte, con quattro mani che cercano di restituire al pubblico l’energia e i colori di un’intera orchestra.
Il progetto attraversa l’Italia, ma anche Tunisia e Bulgaria, e da questa esperienza nasce inoltre un’incisione discografica.
Il pianoforte, ancora una volta, diventa uno strumento con cui accorciare le distanze.
E il repertorio dell’opera italiana, così profondamente legato alla nostra tradizione, viene portato davanti a pubblici diversi per lingua, cultura e provenienza.
Sul palco con Andrea Bocelli
Nel percorso di Filippo arrivano anche esperienze di grande richiamo.
Nel 2023 è tra i musicisti dell’Orchestra Filarmonica della Calabria impegnati nelle due date italiane del tour mondiale di Andrea Bocelli al Teatro Antico di Taormina.
Un luogo unico, migliaia di spettatori e un artista conosciuto in tutto il mondo.
È un altro passaggio di una carriera che continua ad alternare esperienze molto differenti: il recital pianistico, l’orchestra, la musica da camera, l’insegnamento, i progetti contemporanei.
Perché nel frattempo anche il linguaggio musicale di Garruba si allarga.
Alla formazione classica cominciano ad affiancarsi il tango, le contaminazioni e persino le tastiere elettroniche.
Ed è proprio questa apertura a condurlo verso alcune delle esperienze internazionali più significative degli ultimi anni.
Da Cotronei a Manhattan
Nel 2025 Filippo entra nella formazione del progetto Duettango, dedicato soprattutto all’universo musicale di Astor Piazzolla.
La musica del compositore argentino diventa il punto d’incontro tra tango, jazz, formazione classica e linguaggi contemporanei.
E quel progetto arriva fino a New York.
Al DiMenna Center for Classical Music di Manhattan, Filippo è alle tastiere accanto a Filippo Arlia, Marco Gemelli, Andrea Timpanaro e Marco Acquarelli.
È una delle immagini che raccontano meglio quanto si sia allungato, negli anni, il viaggio iniziato davanti a un pianoforte.
Da Cotronei a Manhattan.
Due luoghi lontanissimi sulla carta, uniti dallo stesso percorso musicale.
Ma New York non è il punto più distante raggiunto.
Pochi mesi dopo il viaggio continua dall’altra parte del mondo.
Fino all’Expo di Osaka
Nel settembre 2025 Filippo Garruba arriva in Giappone.
Al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka partecipa a un concerto particolarmente significativo, legato ancora una volta alla musica di Astor Piazzolla.
Sul palco torna infatti a suonare lo storico bandoneon appartenuto allo stesso Piazzolla, affidato per l’occasione a Cesare Chiacchiaretta.
Nell’ensemble, insieme a Filippo Arlia, Andrea Timpanaro, Marco Acquarelli, Andrea Piccioni e agli altri musicisti coinvolti nel progetto, Garruba suona ai synth pad.
Non più soltanto il pianoforte classico degli inizi.
La sua formazione si apre a nuovi strumenti e a un linguaggio capace di mettere insieme mondi differenti.
E c’è qualcosa di particolarmente suggestivo nel pensare a quella scena.
Un musicista partito da un piccolo paese della Calabria che si ritrova dall’altra parte del mondo, sul palco di un’Esposizione Universale, all’interno di un progetto dedicato a uno dei compositori più importanti del Novecento.
La distanza da Cotronei è enorme.
Eppure il viaggio è lo stesso cominciato anni prima.
Quattro mani, un pianoforte e il mondo dell’opera
Parallelamente continua il lavoro con Nico Fuscaldo.
Con DuoOpera, il pianoforte a quattro mani diventa uno strumento capace di attraversare il grande repertorio operistico italiano e internazionale.
Negli anni il progetto tocca palcoscenici diversi e arriva anche a Forte dei Marmi, con programmi dedicati a Rossini, Verdi, Mozart, Bellini, Puccini e Gershwin.
Nel 2026 i due pianisti tornano insieme anche con Flying Fingers, concerto costruito proprio sull’idea di trasformare un solo pianoforte, attraverso quattro mani, in qualcosa capace di evocare la ricchezza di un’orchestra.
Il duo viene invitato anche alla Filarmonica di Kaunas, in Lituania, per un concerto dedicato al mondo dell’opera trascritto per pianoforte a quattro mani; l’appuntamento viene poi annullato per motivi di salute di uno degli interpreti.
Anche questa tappa racconta però quanto la dimensione internazionale sia ormai parte naturale del percorso.
Non un’eccezione.
Una continuità.
Dalla musica suonata alla musica insegnata
Eppure, mentre il raggio dei concerti si allarga, Filippo non sceglie di trasferire altrove il centro della propria vita professionale.
Continua a lavorare in Calabria.
Oggi è docente di pianoforte – formalmente di Pratica e Lettura Pianistica – e vicedirettore del Conservatorio Statale di Musica “Saverio Arlia” di Nocera Terinese.
Una parte importante dell’esperienza accumulata sui palcoscenici torna quindi quotidianamente nelle aule.
Agli studenti.
Alla formazione di altri musicisti.
È forse uno degli aspetti più belli del suo percorso.
Le esperienze fatte ad Ankara, Sousse, New York o Osaka non rimangono soltanto ricordi di viaggio.
Entrano nel bagaglio di chi insegna alle generazioni successive.
E poi c’è sempre Cotronei
Il legame con il paese, intanto, continua.
Nel 2025 Filippo Garruba torna a esibirsi anche al Premio Sila ’90, una delle manifestazioni storiche di Cotronei, insieme a Daniela Centorrino e Alessandro Santacaterina.
È quasi una piccola immagine circolare.
Il musicista che ha attraversato continenti torna sul palco della propria comunità.
Non perché il viaggio si sia concluso.
Ma proprio perché continua.
Restare non significa rimanere fermi
Per molto tempo, soprattutto nei piccoli paesi del Sud, andare lontano è sembrato quasi sinonimo di andare via.
Partire per studiare.
Partire per lavorare.
Partire per trovare altrove occasioni che sembravano impossibili da costruire nella propria terra.
La storia di Filippo Garruba racconta anche un’altra possibilità.
Si può vivere in Calabria e suonare ad Ankara.
Si può insegnare qui e tenere una masterclass in Tunisia.
Si può costruire un progetto tra i conservatori e i teatri del Sud e ritrovarsi qualche anno dopo a Manhattan.
Si può partire da Cotronei e arrivare fino all’Expo di Osaka.
E poi tornare.
Non perché si sia rimasti fermi.
Esattamente il contrario.
Filippo ha attraversato Paesi e continenti continuando a considerare la Calabria il luogo nel quale costruire la propria quotidianità professionale e personale.
Ed è forse questa la parte più significativa della sua storia per Cotronei nel mondo.
Nel suo percorso ci sono il pianoforte classico e i synth pad, l’opera italiana e Piazzolla, i concorsi e l’insegnamento, Sanremo e Taormina, Ankara e Sousse, la Bulgaria, Manhattan e Osaka.
Ma dentro quella geografia così ampia continua a esserci anche Cotronei.
Non semplicemente come il nome da indicare accanto alle origini.
Piuttosto come il primo punto di una traiettoria che continua ad allungarsi.
Perché qualche volta arrivare lontano non significa lasciare casa. Significa avere una casa dalla quale continuare a partire e alla quale scegliere di tornare.
Fonti e approfondimenti
- Filippo Garruba e il pianoforte a quattro mani – Il Giornale di Trani
- Filippo Garruba al Concorso Pianistico Internazionale “Alfonso Rendano” – Cotroneinforma
- “La Vita è Bella”, Filippo Garruba e Marika Mazzonello a Sanremo – SanremoNews
- Filippo Garruba con l’Orchestra Filarmonica della Calabria e Andrea Bocelli a Taormina – Cotroneinforma
- Filippo Garruba e il progetto Duettango a New York – Artribune
- Duettango e lo storico bandoneon di Astor Piazzolla a Expo 2025 Osaka – ANSA
- Filippo Garruba e Nico Fuscaldo, concerto per pianoforte a quattro mani a Forte dei Marmi – ClassicaLive
- “Flying Fingers”, Filippo Garruba e Nico Fuscaldo – TraniViva
- Docenti del Conservatorio Statale di Musica “Saverio Arlia” di Nocera Terinese – Conservatorio Statale di Musica
- Filippo Garruba al Premio Sila ’90 2025 – Scopri Cotronei
- DuoOpera, tournée in Italia, Tunisia e Bulgaria e “Flying Fingers” 2026 – PugliaLive
- DuoOpera alla Filarmonica di Kaunas, Lituania – Kauno valstybinė filharmonija
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