
Giuseppe Barilaro, il fuoco, la materia e le radici
Ci sono artisti che utilizzano la materia come semplice supporto e altri che scelgono di trasformarla, ferirla e lasciare che sia proprio la superficie a raccontare qualcosa.
La ricerca di Giuseppe Barilaro appartiene a questa seconda dimensione.
Pittore e artista contemporaneo, nato a Catanzaro nel 1988 e cresciuto a Cotronei, Barilaro ha costruito negli anni un linguaggio riconoscibile nel quale pittura, combustione, incisione e manipolazione della materia convivono all’interno della stessa opera.
Il legno, in particolare, non è soltanto una superficie sulla quale dipingere: viene bruciato, inciso, scorticato e trasformato.
Un percorso iniziato in Calabria e sviluppato attraverso mostre, riconoscimenti ed esperienze che lo hanno portato dall’Italia alla Cina, dall’Iran agli Stati Uniti.
Da Cotronei alla formazione artistica
Giuseppe Barilaro manifesta fin da giovane una particolare predisposizione verso il disegno e l’espressione artistica.
Studia all’Istituto d’Arte di San Giovanni in Fiore e prosegue successivamente la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, dove consegue il diploma accademico con specializzazione in Decorazione.
Le prime esperienze espositive arrivano già durante gli anni della formazione.
Nel 2012 partecipa al Palazzo Ducale Arte Contemporanea di Maierà alla collettiva Venite Adoremus e nello stesso periodo viene selezionato per un progetto espositivo legato a Xi’An, in Cina.
Il rapporto con la Cina proseguirà negli anni successivi, con altre occasioni espositive tra cui Forma e Sensi al Contemporary Museum di Xi’An nel 2016.
È l’inizio di una dimensione internazionale destinata ad accompagnare il suo percorso.
Il Premio Nazionale delle Arti e la prima personale a Cotronei
Una delle prime tappe decisive arriva nel 2013, quando Giuseppe Barilaro conquista il Primo Premio nella sezione Pittura del Premio Nazionale delle Arti, riconoscimento rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti italiane.
Poche settimane dopo arriva un passaggio particolarmente significativo per la sua storia personale.
Nel novembre dello stesso anno il Comune di Cotronei ospita E se fosse…, la prima mostra personale dell’artista.
La Sala Consiliare accoglie una selezione delle sue opere e una riproduzione a grandezza naturale del lavoro vincitore del Premio Nazionale delle Arti.
Prima dei musei, delle gallerie internazionali e delle esposizioni all’estero, uno dei primi riconoscimenti pubblici della sua carriera arriva quindi proprio dal paese nel quale è cresciuto.
Il fuoco come strumento di trasformazione
Nel tempo la ricerca di Barilaro sviluppa una forte attenzione verso la materia e verso ciò che accade quando una superficie viene sottoposta a trasformazione.
Il legno diventa uno dei suoi supporti privilegiati.
Combustione, incisione e scorticatura non sono semplici effetti visivi, ma strumenti attraverso i quali alterare la superficie e far emergere nuove forme.
Il fuoco distrugge una parte della materia ma, nello stesso momento, ne genera un’altra. È proprio questa relazione tra costruzione e distruzione, superficie e profondità, a diventare uno degli elementi più riconoscibili del suo lavoro.
Alla combustione si affiancano pittura, resine, colle e altri materiali. Ferite, irregolarità, bruciature e stratificazioni diventano parte stessa della composizione.
Dalla Calabria alla Cina, all’Iran e agli Stati Uniti
Dopo il Premio Nazionale delle Arti il percorso espositivo cresce rapidamente.
Nel 2015 Barilaro partecipa al Premio Internazionale Limen Arte e alla Biennale di Venezia nell’ambito del workshop pittorico Il solco dipinto. Nello stesso anno torna a Maierà con la personale Confession, incentrata su lavori realizzati attraverso tecniche pirografiche.
Negli anni successivi arrivano esposizioni e personali in diverse città italiane, ma il percorso internazionale assume un peso sempre maggiore.
Una delle esperienze più significative si svolge nel 2019 a Teheran, dove Barilaro trascorre un periodo di residenza artistica presso la Sareban Art Gallery e presenta la personale Identità delle forme, curata da Ivan Bissoli con un testo critico di Ugo Nespolo.
Il suo lavoro raggiunge inoltre gli Stati Uniti, con esperienze espositive documentate a Miami e New York. Proprio a New York due sue opere vengono acquisite da una collezione museale.
Cina, Iran, Miami e New York diventano così tappe di un percorso internazionale sviluppatosi parallelamente alla continua presenza dell’artista nel panorama italiano.
“L’oblio dei corpi”
Nel 2022 il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro ospita la personale L’oblio dei corpi, curata dallo storico e critico d’arte Lorenzo Canova.
Il progetto approfondisce il rapporto tra materia e figura umana attraverso corpi e presenze che sembrano emergere da superfici attraversate dal tempo.
La combustione e la manipolazione della materia assumono qui anche un significato legato alla memoria, alla fragilità e alla possibilità che qualcosa sopravviva alla trasformazione.
Il ritorno alla natura
Nel 2023, alla Galleria Edarcom Europa di Roma, Barilaro presenta Tra l’aratro e la terra incolta.
Campi, vegetazione, terra e solchi entrano nel suo lavoro senza trasformarlo in una pittura paesaggistica tradizionale.
La natura viene filtrata attraverso la materia e restituita mediante graffi, spessori, combustioni e superfici irregolari.
È un passaggio interessante anche per comprendere il rapporto tra l’artista e i luoghi nei quali è cresciuto: il paesaggio non viene semplicemente riprodotto, ma sedimenta nella memoria e riaffiora attraverso forme differenti.
L’ingresso nella collezione del MacS
Un altro riconoscimento significativo arriva con il MacS – Museo Arte Contemporanea Sicilia di Catania.
L’opera Lo Stagno, realizzata nel 2023 attraverso combustione e olio su legno, entra nella collezione del museo.
L’acquisizione consolida un rapporto destinato a svilupparsi ulteriormente negli anni successivi.
Nel 2025, infatti, il MacS dedica a Barilaro la personale Conosco i segni de l’antica fiamma, mostra che riunisce molti degli elementi sviluppati nel corso della sua ricerca: combustione del legno, incisione, scorticatura, pittura e sperimentazione scultorea.
Nello stesso anno anche Firenze ospita una sua personale, Animae Salvae, alla Galleria La Fonderia.
È proprio parlando della propria ricerca che Barilaro offre una delle definizioni più efficaci del suo lavoro:
«La mia poetica consiste nel trovare all’interno della materia un qualcosa di nuovo ogni volta.»
Una frase che racconta bene il principio che attraversa buona parte della sua produzione: intervenire sulla materia senza considerarla un semplice supporto, lasciando che trasformazioni e imperfezioni contribuiscano alla nascita dell’opera.
Il 2026 e il dialogo con la tradizione
Nel 2026 Giuseppe Barilaro viene invitato tra gli artisti contemporanei della mostra Barocco e Neobarocco da Rubens a Fontana, ospitata al Castello Imperiali di Francavilla Fontana.
Il progetto mette in dialogo opere e linguaggi appartenenti a quattro secoli di storia dell’arte e permette di leggere anche un altro aspetto della sua ricerca.
Dietro alla forza della materia, alle combustioni e alle lacerazioni rimane infatti un rapporto con la pittura figurativa, la composizione e la tradizione.
Il fuoco e la trasformazione della superficie non rappresentano quindi un rifiuto del passato, ma diventano strumenti contemporanei attraverso i quali continuare a interrogare la figura, la memoria e il tempo.
Cotronei, una radice dentro la pittura
All’interno di un percorso che lo ha portato tra Calabria, Roma, Milano, Venezia, Firenze, Cina, Iran, Miami e New York, Cotronei rimane uno dei luoghi fondamentali della storia di Giuseppe Barilaro.
È il paese nel quale è cresciuto.
È la comunità che, subito dopo il Premio Nazionale delle Arti, gli dedica nel 2013 la sua prima mostra personale.
Ma il legame va oltre il semplice dato biografico.
Barilaro ha raccontato come la Calabria e l’esperienza di crescere a Cotronei abbiano contribuito alla formazione del proprio immaginario: terra, paesaggio, silenzi e memoria continuano a essere presenti nella sua sensibilità artistica anche quando il lavoro lo porta lontano.
La sua storia racconta così il percorso di un artista partito da Cotronei e capace di costruire progressivamente una presenza nel panorama dell’arte contemporanea italiano e internazionale.
Dalla prima personale nella Sala Consiliare del paese alla Cina, dall’Iran agli Stati Uniti, dai musei italiani alle esposizioni più recenti, il filo conduttore rimane quella materia sulla quale Giuseppe continua a intervenire, incidere, bruciare e dipingere.
Per cercare, ogni volta, qualcosa che prima non era visibile.
Fonti e approfondimenti
- Profilo e collezione di Giuseppe Barilaro – MacS Museo Arte Contemporanea Sicilia
- Giuseppe Barilaro – Giovani Artisti Italiani
- “E se fosse…” – Prima personale a Cotronei
- “Confession” – Artribune
- Giuseppe Barilaro e la residenza artistica a Teheran – Exibart
- “Identità delle forme” – Gangemi Editore
- “L’oblio dei corpi” – Artribune
- Percorso espositivo e mostre – Giuseppe Barilaro Studio House / Carrara Studi Aperti
- “Animae Salvae” e percorso internazionale, comprese le esposizioni a Miami – Comune di Firenze
- “Conosco i segni de l’antica fiamma” – MacS Museo Arte Contemporanea Sicilia
- Giuseppe Barilaro e il rapporto con Cotronei – LaC News24
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