MARIAGABRIELLA MARRELLA

Mariagabriella Marrella, da Cotronei alla ricerca tra fisica e medicina

Dai palchi di Cotronei ai laboratori di ricerca in Italia e Francia. Prima la musica, poi gli studi in Fisica e un percorso sempre più orientato alle applicazioni delle radiazioni in campo medico. La storia di Mariagabriella Marrella attraversa mondi apparentemente lontani, legati però dalla stessa curiosità e dalla voglia di andare oltre i propri confini.

Prima dei laboratori, delle pubblicazioni scientifiche e delle esperienze internazionali, per molti a Cotronei era semplicemente Gabry.

E c’era soprattutto la musica.

Nel 2015 Gabry Marrella era tra gli artisti chiamati a esibirsi durante una tappa di Miss Italia Calabria organizzata a Cotronei, insieme ad altri giovani interpreti del territorio. La sua presenza musicale accompagnò anche una successiva tappa della manifestazione a Cerenzia.

Nello stesso periodo Gabry partecipò a KalabrEasy, iniziativa che a Cotronei mise insieme musica e solidarietà, coinvolgendo artisti locali, associazioni e volontari in una raccolta destinata alle persone in difficoltà. Nelle pagine di Cotroneinforma il suo nome compare insieme a quello di Francesco Coriale tra gli artisti che aderirono all’evento.

Ma c’è soprattutto un appuntamento che molti cotronellari possono ancora ricordare.

Nel gennaio 2017 Gabry arrivò alla finale del Cantassieme di Cotronei interpretando Try. Al termine della manifestazione conquistò il terzo posto, alle spalle di Roberta Bevilacqua ed Erika Cistaro.

Qualche mese dopo Gabry tornò a esibirsi in occasione della Giornata del Cavaliere, manifestazione organizzata a Cotronei in memoria di Massimo Impieri, partecipando al momento musicale insieme ad altri giovani artisti del paese.

C’è poi un episodio di quegli anni che, guardato oggi, sembra quasi anticipare ciò che sarebbe successo dopo.

Nel 2017 Cotroneinforma pubblicò un suo racconto dal titolo Una città per cantare – Una meravigliosa esperienza nella capitale del Regno Unito. Gabry raccontava il suo primo vero distacco dall’Italia e un’esperienza vissuta a Londra, dove l’incontro con altri musicisti la portò a cantare davanti a un piccolo pubblico. Un viaggio che lasciò un segno anche nella sua scrittura e nella sua musica.

Musica, viaggi, voglia di conoscere qualcosa di nuovo.

Poi il percorso avrebbe preso una direzione diversa.

Dalla musica alla Fisica

Mariagabriella ha studiato Fisica all’Università della Calabria, conseguendo la laurea magistrale con 110 e lode.

Nel descrivere il proprio percorso racconta di essersi avvicinata alla biofisica e, progressivamente, alle applicazioni delle radiazioni in campo biomedico. È qui che la Fisica ha cominciato per lei a incontrare sempre più da vicino la medicina.

Il lavoro di tesi l’ha portata in Francia, presso il GIP ARRONAX, importante centro di ricerca nell’area di Nantes.

L’argomento era la produzione di particolari elementi radioattivi, chiamati radionuclidi, destinati alle applicazioni mediche. In particolare, Mariagabriella si è occupata del terbio-155.

Il nome può sembrare lontanissimo dalla vita quotidiana, ma l’idea alla base è più semplice: la medicina nucleare utilizza piccolissime quantità di sostanze radioattive per osservare ciò che avviene all’interno del corpo e, in altri casi, colpire in maniera mirata determinate cellule.

Il terbio-155 viene studiato nell’ambito della cosiddetta teranostica, un approccio che prova a mettere sempre più in relazione diagnosi e terapia. Nel lavoro di Mariagabriella, le attività sperimentali hanno coinvolto ARRONAX in Francia e i laboratori LASA dell’Università degli Studi di Milano e dell’INFN.

Da questa esperienza è nato anche un risultato importante.

Il lavoro Optimization of the production of the theranostic 155Tb using alpha-induced reactions on natGd targets, presentato al 110° Congresso Nazionale della Società Italiana di Fisica, è stato selezionato tra le migliori comunicazioni scientifiche del congresso e successivamente pubblicato sulla rivista Il Nuovo Cimento. Nella pubblicazione Mariagabriella Marrella figura come prima autrice.

Un riconoscimento che rappresenta uno dei primi importanti risultati scientifici del suo percorso.

La ricerca, ma anche la divulgazione

Accanto al lavoro nei laboratori, Mariagabriella ha avuto anche esperienze legate alla formazione e alla divulgazione.

Durante la RADIOLAB e ISOradioLAb International Summer School, organizzata nell’ambito delle attività dell’INFN, compare infatti tra i responsabili di diverse attività di laboratorio.

Un’esperienza nella quale la scienza usciva, almeno in parte, dagli ambienti universitari tradizionali per diventare anche sperimentazione, confronto e divulgazione con studenti e partecipanti.

La Francia diventa una seconda tappa del percorso

Il rapporto con la Francia, intanto, è diventato sempre più importante.

Mariagabriella racconta di aver svolto due esperienze Erasmus di ricerca in Francia, che hanno contribuito a indirizzare definitivamente il suo interesse verso la fisica medica e l’utilizzo delle radiazioni in campo sanitario.

Ha inoltre ottenuto una selezione nell’ambito della partnership europea PIANOFORTE per partecipare al corso internazionale CANTATA, dedicato agli effetti biologici delle radiazioni.

Anche in questo caso dietro il linguaggio scientifico c’è una domanda molto concreta: cosa succede alle cellule e ai tessuti quando vengono esposti alle radiazioni e come possiamo utilizzare queste conoscenze in medicina?

Il corso, organizzato in Normandia dall’Université de Caen-Normandie e dal Centre François Baclesse, ha riunito giovani ricercatori provenienti da diversi Paesi e ha approfondito temi legati alla medicina nucleare, alla radiobiologia e all’oncologia.

Mariagabriella ha poi proseguito la propria formazione a Nantes, nel percorso dedicato alle radiazioni ionizzanti e alle applicazioni mediche, sviluppato tra Nantes Université e IMT Atlantique.

È una formazione pensata proprio per mettere in comunicazione la Fisica con il mondo della medicina nucleare, della diagnostica e dei trattamenti oncologici.

All’Institut de Cancérologie de l’Ouest

Un passaggio particolarmente importante è stato quello all’Institut de Cancérologie de l’Ouest (ICO).

Mariagabriella vi ha svolto una prima esperienza dedicata allo studio della dose di radiazione prodotta da differenti radionuclidi.

Anche qui il concetto di fondo è comprensibile al di là delle formule: quando si utilizzano sostanze radioattive in medicina, è fondamentale sapere quanta radiazione arriva dove serve e quanta ne ricevono invece gli altri tessuti.

Successivamente è tornata nello stesso istituto per un periodo di ricerca più lungo, concentrandosi sulla radiobiologia computazionale applicata alla terapia con lutezio-177 PSMA per il tumore della prostata metastatico.

In questa particolare forma di terapia una molecola viene utilizzata per riconoscere determinati bersagli presenti sulle cellule tumorali e trasportare lì il materiale radioattivo.

L’obiettivo è quindi cercare di colpire il tumore in maniera sempre più mirata.

Il compito della dosimetria è capire con precisione come la radiazione si distribuisce all’interno dell’organismo. Nel lavoro di Mariagabriella questa analisi arriva fino a piccolissime porzioni tridimensionali delle immagini mediche, chiamate voxel: in termini semplici, qualcosa di simile ai pixel di una fotografia, ma in tre dimensioni.

Più precisa diventa questa conoscenza, maggiore è la possibilità di studiare trattamenti sempre più personalizzati.

Ed è questo il settore nel quale oggi si concentra una parte importante del suo percorso.

Un cammino scientifico che continua

Nel frattempo il nome di Mariagabriella Marrella ha continuato a comparire anche nelle pubblicazioni scientifiche.

È tra gli autori di uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Applied Radiation and Isotopes dedicato al rame-61, un altro radionuclide studiato per il suo possibile impiego nella PET, una delle tecniche utilizzate per ottenere immagini diagnostiche dell’organismo.

È un lavoro che vede insieme ricercatori collegati all’Università della Calabria, all’Università di Milano e all’INFN, ad ARRONAX e all’ambiente scientifico francese di Nantes.

Un altro tassello di una storia che ormai attraversa diversi centri di ricerca europei.

Eppure, tornando indietro di qualche anno, il punto di partenza sembra appartenere quasi a un’altra vita.

C’era Gabry, sul palco del Cantassieme a cantare Try.

C’era la ragazza che partiva per Londra e raccontava sulle pagine di Cotroneinforma la scoperta di una città nuova e l’incontro casuale con altri musicisti.

Poi sono arrivati l’Università della Calabria, i primi laboratori, ARRONAX, Milano, l’INFN, Nantes e l’Institut de Cancérologie de l’Ouest.

Due immagini molto diverse, ma che appartengono alla stessa persona.

La musica e la Fisica. Il palco e il laboratorio. Cotronei e la Francia.

Nel raccontare la conclusione di una delle sue esperienze di ricerca a Nantes, Mariagabriella ha scelto di chiudere il proprio messaggio con due parole:

«Vive la science!»

Ed è forse proprio qui che si ritrova il senso della sua storia per Cotronei nel mondo.

Non soltanto nel risultato raggiunto, ma nel percorso.

Da Cotronei, da una canzone e da una curiosità che negli anni ha cambiato forma, fino a trasformarsi in studio e ricerca al servizio delle applicazioni della Fisica in medicina. Un percorso che continua, portando con sé anche un pezzo di Cotronei oltre i confini della Calabria.

Fonti e approfondimenti
Cotronei nel mondo

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