MARIO TANGARI

Mario Tangari, da Cotronei al mondo: la medicina come ricerca, viaggio e ritorno

Ci sono persone che partono da Cotronei e portano con sé il paese quasi senza accorgersene.

Lo ritrovi nei ricordi, nelle persone incontrate da ragazzi, nel desiderio di tornare, qualche volta persino nei progetti immaginati dopo una vita trascorsa altrove.

La storia di Mario Tangari appartiene a questo tipo di viaggio.

Un viaggio iniziato a Cotronei e proseguito attraverso la medicina, le sale operatorie di Roma, la ricerca, l’Africa e l’India. Ma con un filo che, negli anni, ha continuato più volte a riportarlo verso casa.

Da Cotronei alla medicina

Mario Tangari nasce a Cotronei nel 1961.

La strada che sceglie è quella della medicina. Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1987 e, dopo un’esperienza come ufficiale medico nel Corpo Sanitario dell’Esercito, nel 1992 consegue la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

È proprio Roma a diventare il centro della sua vita professionale.

All’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata lavora come ortopedico e traumatologo e sviluppa negli anni un interesse sempre maggiore per la chirurgia mininvasiva, affiancando all’attività clinica quella scientifica e di ricerca.

Ma nella sua storia c’è un passaggio che racconta bene il modo in cui Tangari interpreta il proprio lavoro: non limitarsi ad applicare ciò che già esiste, ma provare a trovare soluzioni nuove.

Un’idea nata in sala operatoria

In ortopedia curare una frattura significa spesso trovare un equilibrio delicato: intervenire abbastanza da restituire stabilità all’osso, ma cercando di rispettare il più possibile i tessuti e la biologia naturale della guarigione.

È all’interno di questa ricerca che, nel 2004, prende forma il sistema MIROS, una tecnica di osteosintesi mininvasiva sviluppata per il trattamento di diverse tipologie di fratture.

Il sistema nasce dalle intuizioni e dall’esperienza clinica di Mario Tangari e negli anni diventa anche oggetto di pubblicazioni scientifiche e studi comparativi.

Nel 2012, ad esempio, una ricerca pubblicata sulla rivista internazionale International Orthopaedics analizza l’utilizzo della tecnica nel trattamento di complesse fratture dell’omero prossimale nei pazienti anziani. Tra gli autori dello studio compare lo stesso Tangari.

Una ricerca sviluppata nelle sale operatorie italiane che, progressivamente, comincia però a superare i confini nazionali.

Dall’Italia all’India

Nel marzo del 2023 Mario Tangari viene invitato in Kerala, in India, nell’ambito di un congresso internazionale organizzato dalla Indian Academy of Orthopaedic Surgeons.

Lì porta la propria esperienza nel campo della chirurgia mininvasiva e delle tecniche sviluppate durante la sua carriera.

Non sarà un episodio isolato.

La formazione legata al sistema MIROS entra anche in successivi appuntamenti della comunità ortopedica asiatica e, nell’aprile 2024, Tangari prende parte in Nepal a un programma dedicato proprio agli aspetti pratici della tecnica.

Cotronei, Roma, l’India, il Nepal.

Luoghi molto lontani tra loro, uniti dal percorso professionale di un medico partito da un piccolo paese della Calabria.

Ma quella di Mario Tangari non è soltanto una storia di ricerca e chirurgia.

La medicina come servizio

Sfogliando le vecchie pagine di CotroneInforma emerge infatti anche un’altra parte del suo percorso.

Nel 2010 il giornale riceve una mail da quello che viene presentato come “un nostro concittadino che vive e lavora a Roma”.

Mario Tangari sta cercando sostegno per un’attività di volontariato sanitario.

In quelle stesse pagine viene ricordato come una persona che già da ragazzo aveva mostrato una particolare disponibilità verso gli altri.

Negli anni questa dimensione diventa parte concreta della sua esperienza professionale. Alla medicina ospedaliera e alla ricerca affianca infatti attività di volontariato sanitario all’estero, compresa un’esperienza presso l’ospedale missionario Saint Jean de Dieu di Afagnan, in Togo.

Un’altra partenza, dunque.

Questa volta non per costruire una carriera, ma per mettere a disposizione altrove ciò che quella carriera gli aveva permesso di imparare.

Quando la medicina incontra una storia personale

C’è poi una parte della vita di Mario Tangari che appartiene a una dimensione diversa e molto più intima.

Nel 1983, quando il suo percorso professionale è ancora agli inizi, incontra a Paravati Natuzza Evolo.

È un’esperienza alla quale attribuirà negli anni un significato profondo e che deciderà, molto tempo dopo, di affidare anche alla scrittura.

Nel 2021 pubblica “Natuzza Evolo. La guarigione di un medico fra scienza e misticismo”, un racconto autobiografico nel quale ripercorre una propria esperienza personale di malattia e guarigione, mettendo in dialogo la formazione scientifica del medico con la fede e la dimensione spirituale.

Il volume è oggi conservato anche nell’archivio Libri e pubblicazioni di ScopriCotronei, insieme alle opere di autori legati al paese e ai testi che contribuiscono a conservarne la memoria culturale.

Non è un testo scientifico sulla figura di Natuzza, ma il racconto personale di un uomo che, pur avendo costruito la propria vita intorno alla medicina e alla ricerca, ha scelto di raccontare anche qualcosa che appartiene alla propria esperienza più privata.

Anche questo diventa, in qualche modo, una tappa del viaggio.

E Cotronei continua a tornare

Per raccontare Mario Tangari, però, bisogna tornare indietro.

A Cotronei.

Nel 2003, quando la sua carriera professionale è ormai costruita lontano dal paese, Tangari contribuisce a portare proprio qui un’importante esperienza di formazione medica.

Dal 16 al 20 dicembre viene organizzato a Cotronei il primo corso nell’Italia meridionale dell’Associazione Italiana per la Medicina Manuale, realizzato insieme alla società tedesca di settore.

Arrivano medici, fisioterapisti e docenti.

Per qualche giorno un piccolo paese della Sila diventa luogo di incontro e formazione per professionisti provenienti da realtà diverse.

Nelle cronache dell’epoca viene ricordato chiaramente come quell’iniziativa sia stata resa possibile anche grazie all’interessamento di Mario Tangari.

È forse uno degli episodi che raccontano meglio il suo legame con il paese.

Perché non si tratta semplicemente di tornare.

Significa provare a fare arrivare a Cotronei qualcosa di ciò che si è incontrato fuori.

E molti anni dopo questa idea sembra essere ancora presente.

Nel 2023 CotroneInforma raccontava infatti anche un progetto che Tangari immaginava per il territorio: la realizzazione, nell’area delle Terme di Ponte Coniglio, di un centro specialistico e di ricerca dedicato alla salute e al benessere.

Un progetto ancora da costruire, ma significativo già per il luogo scelto.

Dopo tanti anni trascorsi tra Roma, ospedali, ricerca e viaggi internazionali, Mario Tangari continuava infatti a immaginare qualcosa proprio lì dove tutto era cominciato.

Le radici dentro il viaggio

La storia di Mario Tangari attraversa mondi molto diversi.

C’è il ragazzo partito da Cotronei per studiare medicina.

C’è il chirurgo nelle sale operatorie di Roma.

C’è il ricercatore che prova a sviluppare nuove tecniche.

C’è il medico che parte per l’Africa.

C’è il professionista invitato in India a condividere il proprio lavoro.

E c’è anche l’uomo che, attraverso un libro, decide di raccontare una parte profondamente personale della propria vita.

In mezzo a tutte queste strade, Cotronei non rimane soltanto il luogo indicato alla voce “origine”.

Ricompare nelle iniziative portate in paese, nelle pagine del giornale locale, nei progetti immaginati per il territorio e in quel rapporto con una comunità che la distanza non sembra avere cancellato.

Forse è proprio questo uno dei significati più profondi di Cotronei nel mondo.

Scoprire che dietro una persona che incontriamo oggi a Roma, in una sala operatoria, a un congresso in India o in un ospedale africano può esserci una storia cominciata molto prima.

In un altro luogo.

A Cotronei.

Fonti e approfondimenti
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